Identità on-line; come difendersi

identità on-line

L’utilizzo del web è oggi parte fondamentale della nostra vita. In questo processo non siamo semplicemente parte passiva, ma “entriamo” e “viviamo” la rete con la nostra identità, le nostre scelte, i nostri gusti. Peccato che non sempre ciò che siamo sia rispecchiato dalla rete. Il web è come uno specchio deformante, e l’immagine che restituisce potrebbe non piacerci per niente. Qual è dunque la nostra identità on-line?

Identità personale Vs Identità imposta

Chi decide la nostra identità?Utilizzando i social network cerchiamo di offrire al web una visione di noi che non sempre corrisponde alla realtà. Noi siamo individui fatti in una certa maniera, ma ciò che gettiamo in pasto al pubblico è la parte migliore di noi. Foto ritoccate, opinioni ben calibrate, immagini analizzate pixel per pixel prima di essere date in pasto al pubblico.
In un certo senso, quello che mostriamo è unicamente quello che vogliamo mostrare. Ma quando si parla di identità on-line, i confini sono labili.
Da questo nasce il problema dell’identità personale che si scontra con la personalità imposta. Una la decidiamo noi, magari a tavolino, ma comunque sotto stretto controllo. L’altra invece ci viene dipinta da terzi, in vari modi, on-line. Quindi, chi siamo noi sul web? E soprattutto, chi decide la nostra identità on-line?

Gli strumenti che generano la nostra identità on-line

Abbiamo detto che generalmente offriamo alla rete il meglio di noi. Ma soprattutto tramite i social network non siamo gli unici a parlare di noi. Può succedere che commenti o informazioni inappropriate per il pubblico vengano condivise da altri. Come controllare ogni singola citazione sul nostro conto? Sulle bacheche dei social possono apparire visioni della nostra identità in cui non ci ritroviamo. E non sempre è facile eliminarle.
Ma possiamo essere anche noi stessi a danneggiare la nostra immagine; magari vecchi contenuti riflettono un aspetto della nostra vita che abbiamo superato da tempo. Un’identità che non ci rispecchia più ma che rimane sul web per sempre.
Un altro problema è dato da foto e video. Ormai è uso comune caricare on-line qualsiasi cosa, senza preoccuparsi di chi (e come) appare in determinati video o in determinate foto. I protagonisti di certe immagini possono ritrovarsi loro malgrado on-line, senza controllo.
Ci sono poi i blog e le testate giornalistiche. Una notizia sul nostro conto, magari non verificata, appare sul web e lì rimane. Se questa notizia ci danneggiasse potrebbe essere problematico rimuoverla. E comunque finché rimane in rete restituisce un’immagine on-line con la quale potremmo non essere in linea.

Google e l’identità imposta

GOOGLEICONELe statistiche sono piuttosto chiare nello specificare che il 90% degli utenti di internet non supera la seconda pagina di ricerca Google. Questo significa che non dobbiamo prestare attenzione unicamente alle notizie su di noi, ma anche al loro posizionamento. Certi blog on-line sono talmente bene indicizzati da poter svettare fra le prime pagine di Google, quasi se non meglio di testate giornalistiche nazionali. E se questi contenessero notizie su di noi che non ci rispecchiano? Probabilmente sarebbero i primi risultati ad apparire qualora qualcuno cercasse informazioni sul nostro conto: pratica assolutamente diffusa nell’era di internet, dai datori di lavoro ai colleghi, ecc…

Il marketing

Come sui social, anche con altri strumenti possiamo essere noi stessi a dare il via ad un’identità che non ci corrisponde. Questo succedo ogni volta in cui facciamo un acquisto on-line, esprimiamo una preferenza, visitiamo un sito che ci incuriosisce. La rete registra le nostre scelte e le nostre preferenze, incrocia i dati, e genera per noi una nuova identità che serve per essere venduta a terzi. Questi usano i dati sulla nostra identità “supposta” e ci inviano annunci pubblicitari che credono in linea con la nostra personalità. Non è forse questa identità imposta?
Non siamo necessariamente noi quelle persone. La visione della rete è un’astrazione del nostro essere. Giusto o sbagliato non importa, poiché i fini sono tutt’altri.

Come reagire e reimpostare la propria identità

Innanzitutto consigliamo di attivare Google Alert: è una funzione di Google che una volta attivata consente di ricevere una mail ogni volta che viene inserita una notizia sul web che vi riguarda. In questo modo si può avere un controllo, seppur minimo, di quel che accade on-ine.
Il secondo consiglio riguarda invece la indicizzazione dei contenuti; abbiamo detto dell’importanza delle prime due pagine di ricerca Google. È necessario tuttavia sapere cosa tutti vedono quando digitano il nostro nome; è possibile infatti che la nostra ricerca sia viziata dall’indicizzazione del computer. Utilizzando l’opzione Verbatim, sistema di navigazione in incognito, si possono vedere la indicizzazione neutre e pertanto nell’ordine (ranking) che chiunque per la prima volta digiti il vostro nome dovrebbe vedere. Ci sono sì atri fattori che influenzano la indicizzazione (primo fra tutti il territorio ad esempio da cui viene fatta la ricerca Google), ma Verbatim permette di avere quanto meno una visione non sfalsata dalla indicizzazione del vostro computer.

Nel caso invece di contenuti da rimuovere, potete rivolgervi a Tutela Digitale per avere le maggiori possibilità di eliminare o de-indicizzari contenuti sgraditi.

 

 

Simonluca Renda

Simonluca Renda

Simonluca Renda è Communication Specialist e collabora da diversi anni con Tutela Digitale curandone la comunicazione on ed off line. Scrive sul Journal di Tutela Digitale dal 2018.

Simonluca Renda

Simonluca Renda è Communication Specialist e collabora da diversi anni con Tutela Digitale curandone la comunicazione on ed off line. Scrive sul Journal di Tutela Digitale dal 2018.
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