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Dispositivi mobili, spostamenti e privacy: come proteggersi

Dispositivi mobili spiano i movimenti con gps

Viviamo nell’era dei dispositivi mobili, dove gli smartphone, smartwatch e tablet sono diventati strumenti indispensabili per la vita quotidiana.  Ma cosa succede quando questi dispositivi diventano anche spie involontarie?
Ufficialmente nessun sistema operativo o app spia i tuoi spostamenti o i tuoi dati, ma la realtà può essere ben diverse. Tra le varie funzionalità offerte da questi strumenti, la geolocalizzazione è diventata un elemento fondamentale. Tuttavia, mentre apprezziamo la comodità di poter sapere sempre dove siamo e di poter trovare facilmente servizi e luoghi di interesse, è importante riflettere sui potenziali rischi che la geolocalizzazione può comportare per la nostra privacy e sicurezza.

Dispositivi mobili e geolocalizzazione

I nostri accessori digitali possono essere utilizzati per spiare i nostri movimenti, o per conoscere i nostri dati consentendo a terze parti di ottenere informazioni preziose sulla nostra vita. La maggior parte delle volte siamo propri noi a consentire a questi dispositivi l’accesso ai dati. Molte app che utilizziamo ogni giorno utilizzando sistemi di geolocalizzazione per migliorare i servizi a cui abbiamo accesso, a seconda della app o del sistema operativo che stiamo utilizzando accederemo a servizi diversi. 

Quali possono essere: 

  • Il GPS (Global Positioning System) sfrutta una rete di satelliti per determinare con precisione la posizione di un dispositivo.
  • Il sistema GLONASS è simile al GPS e fornisce una copertura globale per la geolocalizzazione.
  • Galileo fornisce un’alternativa per la geolocalizzazione precisa, funziona come GPS e GLONASS. 
  • La tecnologia Beacon sfrutta segnali a basso consumo energetico per fornire informazioni sulla posizione all’interno di uno spazio ristretto, come un negozio o un museo.
  • A-GPS (Assisted GPs) è la tecnologia grazie alla quale si possono avere solo i dati dei satelliti attivi in modo da ottenere il processo di connessione GPS.  I dispositivi avviano il download via Internet dell’almanacco in pochi secondi, prima della condivisione della posizione. 
  • Alcune applicazioni possono anche utilizzare il Wi-Fi o le informazioni delle celle delle reti mobili per rilevare la posizione approssimativa dei dispositivi. Questo metodo, noto come trilaterazione, consente di ottenere una stima della posizione del dispositivo utilizzando i segnali delle antenne Wi-Fi o delle celle delle reti mobili nelle vicinanze.

Leggi anche Rete wi-fi non protetta, i rischi

 

geolocalizzazioneQuali dati personali sono a rischio?

Una volta che i dispositivi mobili sono in grado di rilevare la posizione, possono essere raccolti una serie di dati sensibili. Questi possono includere il percorso di spostamento, la frequenza dei luoghi visitati e il tempo trascorso in quei luoghi. L’aspetto più allarmante è che le informazioni possono essere utilizzate per creare un profilo dettagliato delle nostre abitudini di vita, delle nostre preferenze e interessi. A volte, i dati sulla posizione possono anche essere incrociati con altre informazioni personali raccolte dalle applicazioni, come i contatti o l’attività online, per ottenere un quadro ancora più completo della nostra vita.
I dispositivi digitali possono raccogliere questi dati attraverso le app, che possono richiedere l’accesso alla geolocalizzazione. Dalla fotocamera ai social, da mappe alle app per pagare il parcheggio. E ancora quando decidiamo di condividere la posizione con amici e parenti utilizzando app come WhatsApp. Tutte queste azioni spesso espongono, o meglio offrono, i nostri dati, a terze parti che potranno sfruttarli per profilare i nostri comportamenti, inviarci pubblicità mirate o persino essere venduti a terzi senza il nostro consenso. Inoltre, la geolocalizzazione può rivelare la nostra routine quotidiana, rendendoci vulnerabili a intrusioni indesiderate o furti. Se i nostri dati di geolocalizzazione cadessero nelle mani sbagliate, potremmo essere soggetti a stalking, furto di identità o altre forme di violazione della nostra sicurezza personale.

Cosa possiamo fare per proteggerci

Visto che siamo sempre più connessi e con questi dispositivi in mano è importante conoscere anche le misure da adottare per proteggersi: 

  • Limitare l’accesso alla geolocalizzazione, e lasciarla attiva solo nelle app dove è strettamente necessario, selezionando l’opzione “solo mentre usi l’app”. 
  • Disattivare la geolocalizzazione quando non è necessaria, questo oltre a limitare la raccolta dei dati, aiuterà anche a ridurre il consumo della batteria. 
  • Utilizzare una VPN. Nei dispositivi desktop, ma anche in quelli mobile, è bene utilizzare motori di ricerca o app che criptano il traffico dati garantendo che le informazioni di geolocalizzazione siano protette quando ci connettiamo a reti Wi-Fi pubbliche.
  • Mantenere il sistema operativo sempre aggiornato, negli aggiornamenti infatti ci sono spesso patch di sicurezza e proteggere i nostri dati da potenziali vulnerabilità.
  • Prima di installare un’applicazione, è meglio leggere le recensioni e verificare le autorizzazioni richieste e fare attenzione a eventuali segnalazioni di comportamento sospetto o di violazione della privacy.

 

Potrebbe interessarti anche: Come difendersi sul Web

 

Noi di Tutela Digitale ti ricordiamo che proteggere la tua privacy sui dispositivi mobili è fondamentale nell’era digitale in cui viviamo. Essere consapevoli delle minacce potenziali e prendere le giuste precauzioni può aiutarti a proteggerti sia dai furti di dati che dal marketing selvaggio! Se i tuoi dati sono stati rubati o se vuoi proteggere la tua web reputation contattaci! 

 

Per Approfondire:

https://www.ilsoftware.it/focus/posizionamento-gps-usato-per-spiare-gli-utenti_26032/
https://www.kaspersky.it/blog/gps-agps-supl-tracking-protection/27794/

Silvia Tugnoli

Silvia Tugnoli

Silvia Tugnoli, libera professionista nel settore del web marketing e della comunicazione, collabora con Tutela Digitale dal 2020

Silvia Tugnoli

Silvia Tugnoli, libera professionista nel settore del web marketing e della comunicazione, collabora con Tutela Digitale dal 2020
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