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World Check: il database che sa tutto di te, ma tu nulla di lui!

Tutela Digitale | Diritto all'Oblio| Worldcheck

Nato negli anni 2000 da un’idea del gigante dell’informazione finanziaria Thomson Reuters e ormai utilizzato da quasi la totalità degli Istituti di Credito per verificare l’affidabilità dei propri clienti, World Check è considerato il “Grande Fratello” attraverso il quale spiare la storia della propria futura potenziale clientela.


La Thomson Reuters è quella che si definisce una società di “due-intelligence”, ovvero una società specializzata nell’analisi dei rischi che imprenditori, ma soprattutto banche, possono trarre dal business con persone considerate a rischio da un punto di vista economico, per, ad esempio, il loro passato con la giustizia. Il Database raccoglie infatti informazioni relative a riciclaggio, truffa, criminalità, insolvenza, traffico di armi, corruzione e/o comunque qualsiasi procedimento giudiziario che possa essere un indizio di inaffidabilità delle persone coinvolte.

Questi dati provengono da fonti pubbliche quali Tribunali, Questure, Dipartimenti di Pubblica Sicurezza, ma anche da giornali, media e da una semplice ricerca su Google.

Una raccolta per certi versi utile, ma tuttavia non conforme alle norme sulla Privacy e utilizzo dei dati personali da cui siamo tutelati all’interno della Comunità Europea, se si pensa che cittadini italiani si sono visti rifiutare l’apertura di un conto corrente sulla sola base di un link di Google contenente una notizia datata o magari neanche veritiera sul loro passato, oggetto di un report World Check.

Una volta inserite nel Database infatti, le informazioni rimangono spesso nel portale senza subire variazioni date da aggiornamenti successivi, quali ad esempio notizie di assoluzione o archiviazione in caso di procedimenti giudiziari o dalla applicabilità del Diritto all’Oblio, ovvero del diritto della persona a non vedersi più associata a fatti pregressi che non corrispondono più a un diritto di cronaca e ad un pubblico interesse. 

Tutto ciò è possibile in quanto, pur redigendo dei report su cittadini italiani ed europei (si dice che siano oltre 90.000 gli italiani presenti nel data base), la società ha sede all’estero con server collocati in zone franche, che le consentono pertanto di andare ben oltre i ristretti confini della tutela della Privacy, come noi la conosciamo.

Se volete verificare se il vostro nominativo è iscritto nel database World Check o se vi hanno rifiutato l’apertura di un conto corrente presso un Istituto di Credito senza fornire spiegazioni, potete rivolgervi a Tutela Digitale che oltre a darvi conferma in merito alla presenza di un report World Check a vostro carico, si occupa di verificare le fonti e negoziare la modificazione del report World Check.

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