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L’Intelligenza artificiale modificherà il mondo della moda e degli influencer?

Intelligenza Artificiale e Diritto all'Oblio

Quante volte ci sarà capitato di guardare immagini generate dall’intelligenza artificiale senza capire che erano solo fake? Campagne pubblicitarie con uomini e donne che non esistono, o meglio, che esistono solo in parte. Sì, perché nell’ampia e divisiva era dell’intelligenza artificiale, tutto è reale e allo stesso tempo non lo è. Questo accade perché l’IA crea oggetti, paesaggi, persone e ricrea situazioni liberamente ispirate alla nostra vita, alle nostre foto e alle nostre abitudini, a tutto ciò che è presente online e non.
A questo punto, però, sorge spontanea una domanda: quanto può essere lecita la libera ispirazione dell’intelligenza artificiale alla nostra vita e a ciò che si trova online?

Immagini immaginate; come pensa l’Intelligenza artificiale?

All’inizio di questa nuova era a base IA, fece molto scalpore la rappresentazione che l’intelligenza artificiale dava di alcune categorie di persone, come i CEO: tutti uomini, bianchi e in forma. Oppure delle madri; donne sull’orlo di una crisi di nervi, stanche e sempre in mezzo al caos. Questa rappresentazione stereotipata nasceva da ciò che l’Intelligenza Artificiale aveva appreso esplorando i contenuti online, riflettendo quindi la nostra percezione ricca di pregiudizi.
Le macchine infatti vengono formate fornendo loro giga e giga di informazioni, modelli, schemi, spesso presi da materiale online. Se in questi schemi sono presenti pregiudizi, questi si ritroveranno nel modo di pensare della macchina. Come vedremo nel corso dell’articolo, è bene ricordarsi sempre che è meglio non divulgare le nostre informazioni online, immagini comprese.

L’intelligenza artificiale sta violando il diritto di immagine dei modelli

Intelligenza artificiale e mondo della moda-influencerSe per la musica e gli artisti si è già discusso e trovato una giusta attribuzione del diritto d’autore grazie all’Ai Act, per modelle e modelli la questione è ancora aperta. Recentemente Nassia Matsa ha raccontato a Dazed la sua esperienza di faccia a faccia con un Avatar decisamente ispirato a lei. La modella greca è incappata in una campagna pubblicitaria di una compagnia di assicurazioni dove si è riconosciuta, ma qualcosa non le tornava. Quella donna non poteva essere lei perché non aveva mai preso parte a quel servizio fotografico. Qualche settimana dopo, sempre in una delle pubblicità della stessa compagnia di assicurazioni, Nassia ha riconosciuto una sua collega, ma anche in questo caso non era lei. In entrambi i casi le donne rappresentate nello “scatto” non erano reali, ma generate con l’intelligenza artificiale, che aveva appreso anche da materiale che includeva le due modelle; in fondo, le donne rappresentate erano sempre loro. Questo ha trasformato i loro corpi in modelle digitali per promuovere un progetto a cui non avevano preso parte.
Nell’articolo la modella sostiene:

“E come se non bastasse, non posso nemmeno provarlo o fare nulla al riguardo, poiché la regolamentazione sull’intelligenza artificiale è un’area grigia. Dopotutto, chi possiede davvero la mia faccia?”

Chi è proprietario delle immagini nelle quali è rappresentato?

Le modelle quando lavorano cedono i diritti di utilizzo sulle immagini alle aziende per cui lavorano. Quindi chi possiede la loro identità? Se da un punto di vista etico ogni persona dovrebbe avere il controllo della propria immagine, da un punto di vista legale come ci si comporta? Attualmente non esistono leggi che tutelino le persone in questo senso. In questo caso specifico le modelle a cui sono state “rubate” le sembianze non possono fare nulla perché non esistono norme in merito alla proprietà intellettuale o alle violazioni del diritto d’autore.
Sara Ziff, fondatrice del gruppo di difesa The Model Alliance, ha dichiarato al Guardian di aver ricevuto numerose chiamate da modelle che venivano sottoposte a scansione corporea e che poi perdevano i diritti sull’immagine dei loro corpi. Ha affermato:

“Abbiamo sentito questo in particolare da fit model, che sono preoccupati per come le loro informazioni personali verrebbero utilizzate o sfruttate senza il loro permesso”

Molti modelli temono che la loro immagine venga utilizzata a loro insaputa e questo genera molto sconforto e frustrazione, perché ancora non è chiaro come potersi muovere in questo momento storico per tutelarsi.

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Come l’IA sta rivoluzionando la professione dei modelli e influencer

Da un lato, esiste preoccupazione su come tutelare l’immagine delle modelle e delle persone in generale; dall’altro, spopola il fenomeno dei modelli e influencer generati artificialmente. Queste nuove entità agiscono come veri e propri in influencer al servizio delle aziende, promuovendo prodotti all’interno dei loro canali digitali.
La prima ad essere nata è Aitana, “modella” spagnola che vanta già numerosi contratti e ancora più numerosi follower. Questo crea un grosso problema al settore dell’influencer marketing, ma anche al settore della moda, perché i professionisti in carne ed ossa saranno sempre più spesso soppiantati dai loro nuovi colleghi digitali, che sono più economici e più accondiscendenti. Alcuni brand hanno già i loro portavoce generati artificialmente, sono più economici e sempre disponibili. Inoltre, c’è da sottolineare che sta diventando sempre più facile creare il proprio promoter digitale.

Agenzie di promoter artificiali

Esistono già numerose agenzie e servizi online, che consentono di creare un modello di “gemello digitale”, in pochi passi ad esempio caricando 20 immagini di una persona in varie pose. Occhio però alle condizioni che si accettano perché le foto caricate potrebbero utilizzate per addestrare il modello dell’Intelligenza artificiale della piattaforma.
Esistono anche altre agenzie che creano anche dei modelli inclusivi digitali per promuovere la tua linea di moda e coinvolgere il pubblico, come https://lalaland.ai/, qui potrai comporre il tuo avatar scegliendo tu steso le caratteristiche. Inquietante.

La mancanza di regole per gli influencer marketing

Se lo stesso mondo dell’influencer marketing appare poco e mal regolato (vedi il recente scandalo Ferragni, per il quale si è velocemente corso al ripario con legge omonima, di cui parleremo a breve) come può esserlo il mondo artificialmente generato? Se la proprietà delle immagini delle modelle non è di loro appartenenza come potranno lottare per fare in modo che questa non possa essere strumentalizzata e utilizzata senza il loro consenso? o meglio chi dovrà farlo per loro? Il fotografo? l‘azienda a cui hanno venduto l’immagine? L’agenzia per cui lavorano?
Insomma, questo 2024 si è aperto con molti interrogativi sul futuro dell’intelligenza artificiale e come e quando saremo in grado di inserirla eticamente e legalmente nelle nostre vite. 

Problemi con immagini Online? Ci pensiamo noi di Tutela Digitale!

Se scopri che la tua immagine è stata utilizzata o pubblicata online senza il tuo consenso, rivolgiti al team legale di Tutela Digitale. Grazie al servizio di Linkiller, il software per la rimozione di contenuti dalla rete, possiamo eliminare le tue foto online. Scrivici a info@tuteladigitale.it o contattaci via whatsapp. 

Per Approfondire

https://www.theguardian.com/fashion/2023/apr/03/ai-virtual-models-fashion-brands
https://www.europarl.europa.eu/news/en/headlines/society/20230601STO93804/eu-ai-act-first-regulation-on-artificial-intelligence

Silvia Tugnoli

Silvia Tugnoli

Silvia Tugnoli, libera professionista nel settore del web marketing e della comunicazione, collabora con Tutela Digitale dal 2020

Silvia Tugnoli

Silvia Tugnoli, libera professionista nel settore del web marketing e della comunicazione, collabora con Tutela Digitale dal 2020
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