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ChatGPT: la nuova IA che fa tremare… tutto

Intelligenza Artificiale-ChatGPT
12 Gennaio 2023

ChatGPT è un Chatbot basato su un’IA e sul meccanismo del Machine Learning.
Che significa tutto questo? Che questo prototipo sperimentale lanciato (per ora gratuitamente e in prova) da OpenAI, chatta in automatico con gli utenti, come tanti bot con i quali dialoghiamo su vari siti.
Ma mentre i bot solitamente danno risposte poco mirate e soprattutto rispondono con frasi fatte e posticce, ChatGPT si basa su un’intelligenza artificiale ed “impara” a dare risposte sempre più puntuali e realistiche man mano che viene usato.
Il problema? È dannatamente convincente.

 

Un Intelligenza Artificiale che dialoga. Punti di forza e problemi

Le risposte testuali di ChatGPT vengono scritte in maniera estremamente veloce. Quindi l’utente, che può provare le meraviglie di questo prototipo sul sito ufficiale, a patto di mettersi in coda ed ottenere un accesso, dialoga con la macchina potendogli chiedere virtualmente qualsiasi cosa.
Il bot risponde con estrema precisione ed è davvero sorprendete la naturalezza con la quale argomenta. Certo, qualche errore qua e là capita, ma la macchina sta ancora imparando. Veloce, realistico e soprattutto con una conoscenza che sembra quasi infinita, ChatGPT sta creando meraviglia. Ma sta anche sollevando moltissimi dubbi e preoccupazioni. Vediamo quali.

ChatGPT può creare dei problemi nelle scuole

Sì, sembra sia già successo. Il punto è che se chiediamo al bot di scriverci un saggio di 1.000 parole sulla figura di Schopenhauer, la macchina esegue. E pure piuttosto bene. Il testo avrà bisogno di revisione, ma di base funzionerà. In pochi minuti un utente potrebbe vedersi completato un compito che altrimenti avrebbe richiesto ore di ricerche. Questo, ovviamente,  può creare tantissimi problemi a livello di istruzione. Praticamente nessun compito eseguito lontano dagli occhi vigili di un insegnante sarà più un’affidabile fonte di valutazione. Infatti man mano, il bot imparerà a scrivere sempre meglio tanto da rendere impossibile la distinzione con un pezzo scritto da un essere umano.

Il Bot è già stato usato per scrivere Virus

Pare che fra le conoscenze della macchina ci sia anche la programmazione. La stessa OpenAI nel sito ufficiale mostra, fra gli esempi di cosa può fare l’IA, come possa sistemare codici di linguaggi di programmazione che presentano errori. Trovando e suggerendo come sistemare il problema. Ovviamente diversi hacker non si sono fatti sfuggire la cosa, e pare che ChatGPT (secondo le rivelazioni di Check Point Research) sia già utilizzato per produrre virus. Preoccupa ovviamente, la velocità e la quantità di codici malevoli che potrebbe essere in grado di scrivere viste le sue capacità superiori.

Potrebbe sostituire Google

Sicuramente sarebbe un terremoto epocale. Ma benché anche Google stesse sviluppando da tempo un prodotto simile, è già emerso come in futuro gli utenti potrebbero rivolgersi al bot piuttosto che al motore di ricerca. Se ci pensiamo infatti, Google mette insieme dati scritti da altri (quasi sempre male, con testi più orientati ad ottenere la prima posizione in Serp che non a dare davvero risposte agli utenti).  ChatGPT potrebbe, con la sua conoscenza enorme e che tanto deve anche alla rete, fornire risposte più mirate ed adeguate agli intenti di ricerca. Questo renderebbe Google sorpassato. E gli azionisti tremano, anche perché sarebbe difficile inserire pubblicità in un applicativo unicamente testuale. Quindi non solo in Silicon Valley, ma anche il mondo degli inserzionisti guarda all’evento con preoccupazione.

 

Intelligenza Artificiale

Che succederà al Diritto all’Oblio?

Non riusciamo ad immaginare un futuro in cui, magari sostituendosi a Google, ChatGPT dovrà scontrarsi con il Diritto all’Oblio. Il Diritto ad essere dimenticati dalla rete, infatti, è un diritto fondamentale della persona che può decidere di non essere più associato a fatti del passato che non hanno più rilevanza di cronaca. Sarà in grado il bot di rispettare questa specifica richiesta? Riusciremo ancora a far valere principi del genere di fronte ad un algoritmo dove l’intervento umano è inesistente, e le migliorie avvengono in modo automatico grazie al machine learning?
Sull’esercizio del Diritto all’oblio infatti, l’intervento umano è ancora essenziale. Il timore è che la macchina possa sorvolare, utilizzando la sua conoscenza espansa senza limiti precisi. E andando così anche a ledere i diritti delle persone e della loro privacy.

 

ChatGPT sarà il futuro. Ma sarà pericoloso?

Al momento non lo sappiamo. Ma di certo fa riflettere il fatto che, interrogato sull’argomento, ChatGPT abbia spiegato perché le intelligenze artificiali come la sua andrebbero regolamentate! Ovvero la macchina stessa ha spiegato perché potrebbe essere pericolosa se lasciata libera e fruibile da chiunque in ogni momento. Cosa che sappiamo già, non avverrà. Pare che OpenAI sostenga dei costi enormi per gestire l’infrastruttura, che ricordiamo al momento è ad accesso libero, e che sia impossibile continuare a questo ritmo ancora a lungo.
Intanto osserviamo la situazione. Vi ricordiamo che se aveste bisogno di applicare il Diritto all’Oblio, oggi, possiamo ancora essere di grande aiuto! Potete scrivere a info@tuteladigitale.it

 

 

Per Approfondire

https://www.ilpost.it/2022/12/29/google-chatbot-gpt/
https://www.repubblica.it/tecnologia/2023/01/12/news/il_lato_oscuro_di_chatgpt_cosi_lintelligenza_artificiale_viene_usata_per_per_il_cybercrimine-383183335/
https://www.internazionale.it/savagelove/dan-savage/2023/01/11/io-robot

Simonluca Renda

Simonluca Renda

Simonluca Renda è Communication Specialist e collabora da diversi anni con Tutela Digitale curandone la comunicazione on ed off line. Scrive sul Journal di Tutela Digitale dal 2018.

Simonluca Renda

Simonluca Renda è Communication Specialist e collabora da diversi anni con Tutela Digitale curandone la comunicazione on ed off line. Scrive sul Journal di Tutela Digitale dal 2018.
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