Il contesto nel quale nasce lo Sportello Cyberbullismo di Tutela Digitale, lo troviamo nei numeri allarmanti in Italia. Secondo il Rapporto Istat 2025 nel 2025 circa il 68% dei ragazzi ha dichiarato di aver subito episodi di bullismo o cyberbullismo, con un aumento costante negli ultimi anni.
Per due giovani su tre il web è ormai percepito come il luogo più a rischio, più della scuola o della strada.
Il cyberbullismo è qualsiasi forma di aggressione, minaccia, ricatto o umiliazione che avviene tramite internet, social network, chat, piattaforme di gioco e strumenti digitali. Parliamo di insulti ripetuti, diffusione di foto o video imbarazzanti, creazione di profili falsi, esclusione di gruppo, fino a vere e proprie campagne d’odio che possono arrivare a compromettere la salute psicologica di un ragazzo o persino di un bambino.
Lo Sportello Cyberbullismo è pensato per offrire una risposta concreta, legale e tecnologica alle famiglie e alle scuole.
Sportello Cyberbullismo Tutela Digitale: come funziona
Lo Sportello Cyberbullismo di Tutela Digitale è un servizio dedicato che affianca famiglie e scuole quando un minore è vittima di aggressioni online.
L’obiettivo è duplice, prevenire grazie all’educazione digitale a scuola e intervenire rimuovendo o oscurando i contenuti lesivi quando il danno è già in corso.
Nel concreto, lo sportello:
- Analizza il caso di cyberbullismo (tipo di contenuti, piattaforme coinvolte, gravità).
- Valuta le procedure più rapide: segnalazioni ai gestori delle piattaforme, richieste di rimozione o oscuramento, attivazione delle tutele previste dal Garante Privacy.
- Supporta i genitori nel rapporto con scuola, forze dell’ordine e autorità competenti, quando necessario.
- Aiuta i ragazzi a togliere da internet foto, video e post offensivi, per restituire loro un ambiente online più sicuro.
Casi in cui attivare subito lo Sportello Cyberbullismo
Attraverso lo sportello è possibile segnalare diversi tipi di contenuti e comportamenti online che coinvolgono minori, tra cui in particolare:
- Pubblicazione sui canali social di foto, video o post che ritraggono un minore senza l’autorizzazione del genitore.
- Sticker, immagini o insulti in chat di messaggistica (ad esempio WhatsApp, Telegram e app simili) utilizzati per umiliare, deridere o isolare un ragazzo.
- Insulti e molestie nelle chat dei videogiochi online, ad esempio su piattaforme come Roblox, dove la componente sociale è parte dell’esperienza di gioco.
- Diffusione di immagini di minori non consensuali, incluse foto rubate, screencast da videochiamate o contenuti modificati (es. deepfake) che ledono la dignità del minore.
L’obiettivo dello Sportello Cyberbullismo è fornire un supporto concreto, che non si limita alla sola presa in carico del caso, ma comprende:
- Analisi e studio approfondito della situazione, per individuare i canali di intervento più efficaci.
- Segnalazioni mirate alle piattaforme coinvolte (social, app di messaggistica, servizi di gaming) per chiedere rimozione, oscuramento o blocco dei contenuti.
- Nei casi più complessi, quando la semplice segnalazione alla piattaforma non è sufficiente, la possibilità di attivare una segnalazione al Garante per la protezione dei dati personali, sfruttando gli strumenti messi a disposizione dall’Autorità.
Il Garante Privacy ha infatti attivato un servizio di supporto dedicato alle vittime di cyberbullismo e revenge porn, accessibile dal Portale dei Servizi Online all’indirizzo: https://servizi.gpdp.it/diritti/s/
Da qui è possibile inoltrare segnalazioni specifiche in materia di cyberbullismo, chiedendo il blocco o il divieto di diffusione dei contenuti che riguardano il minore.
Cyberbullismo, social e legge: cosa dice la normativa italiana
In Italia il quadro normativo sul cyberbullismo si è rafforzato negli ultimi anni.
La Legge 71/2017 ha introdotto una disciplina specifica per il contrasto del cyberbullismo, prevedendo in particolare la possibilità per il minore vittima (o i genitori) di chiedere la rimozione, l’oscuramento o il blocco di contenuti personali diffusi online.
A questa si aggiungono aggiornamenti più recenti, come la Legge 70/2024 e gli interventi del Garante Privacy, che puntano a rendere più efficace la tutela dei minori sui social e sulle piattaforme digitali. È previsto un modello standardizzato di segnalazione che permette di attivare il Garante nel caso in cui il gestore del sito o del social non provveda alla rimozione entro tempi ragionevoli.
Lo Sportello Cyberbullismo di Tutela Digitale si colloca proprio in questo spazio: aiuta famiglie e scuole a far valere diritti che esistono già, traducendo la teoria in azioni concrete di rimozione.
Nuove forme di cyberbullismo: deepfake, AI e contenuti lesivi
Il cyberbullismo non riguarda più solo insulti in chat o foto rubate, le nuove tecnologie, in particolare l’intelligenza artificiale, hanno aperto la strada a forme ancora più invasive di abuso.
Un esempio preoccupante sono i deepfake, video o immagini generati con AI che modificano il volto o la voce di una persona per farle dire o fare cose mai accadute.
Nel contesto degli adolescenti, questo può tradursi in:
- Falsi video a sfondo sessuale creati a partire da semplici foto innocue.
- Clip manipolate per ridicolizzare un compagno, un insegnante o un genitore.
- Diffusione virale di contenuti fake difficili da distinguere dal reale.
Studi recenti mostrano che la stragrande maggioranza dei deepfake non consensuali colpisce donne e ragazze, con un forte impatto psicologico e reputazionale. In parallelo, anche l’uso improprio di strumenti generativi e di contenuti protetti da copyright (come emerso nei casi internazionali che coinvolgono grandi modelli di AI) dimostra quanto sia facile produrre e diffondere materiale lesivo a basso costo.
Lo Sportello Cyberbullismo di Tutela Digitale è pensato anche per queste situazioni nuove, analizza rapidamente la natura dei contenuti, individua le piattaforme coinvolte e attiva i canali più efficaci per rimuovere, oscurare o deindicizzare i materiali, quando possibile.
Quando attivare subito lo Sportello Cyberbullismo
È importante non aspettare che la situazione degeneri.
Consigliamo di contattare lo Sportello Cyberbullismo di Tutela Digitale in particolare quando:
- Circolano online foto o video imbarazzanti di un ragazzo, senza il suo consenso.
- Compagni di classe o coetanei hanno creato gruppi o profili falsi per prenderlo di mira.
- Sono presenti insulti ripetuti, minacce o contenuti che incitano all’autolesionismo o al suicidio.
- Si sospetta la presenza di deepfake o di contenuti manipolati a scopo di derisione o ricatto.
- La scuola ha già provato a intervenire, ma gli episodi proseguono online.
Prima si interviene, più è facile limitare la diffusione del materiale, ridurre l’impatto psicologico e ripristinare un clima sereno nella vita quotidiana e scolastica del ragazzo.
Come contattare lo Sportello Cyberbullismo di Tutela Digitale
Se pensi che tuo figlio, uno studente o un ragazzo che conosci sia vittima di cyberbullismo, puoi contattarci.
Lo Sportello Cyberbullismo di Tutela Digitale è stato creato proprio per dare una risposta concreta a queste situazioni, unendo competenze legali, tecnologiche ed educative.
Puoi:
- Visitare la pagina dedicata allo Sportello Cyberbullismo sul sito di Tutela Digitale e inviare una richiesta di supporto.
- Raccogliere subito screenshot, link e prove dei contenuti lesivi, così da permetterci di agire nel più breve tempo possibile.
- Coinvolgere la scuola, se opportuno, per costruire un intervento condiviso tra famiglia, istituto e Tutela Digitale.
La rete non deve essere un luogo di paura per i nostri ragazzi.
Con lo Sportello Cyberbullismo di Tutela Digitale puoi trasformare un’esperienza di violenza online in un percorso di tutela, consapevolezza e rinascita digitale.