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I Social Network contro le Fake news

Facebook Fake news

I Social Network più popolari iniziano seriamente una guerra contro le Fake news.
Censurare il presidente degli Stati Uniti? Beh, succede anche questo nella nuova società del 2020. Ma anche Olocausto, Istigazione alla violenza, No-vax sono fra i temi verso i quali non si accettano più leggerezze. La guerra è iniziata.

 

Non si guarda in faccia a nessuno quando si parla di Fake news

tutela digitale diritto all oblio trump fake newsLa nuova politica dei colossi del web è presto detta. Dopo anni di lassismo sul tema, finalmente le aziende della Silicon Valley si sono svegliate, intuendo quanto il problema fosse serio. Ne abbiamo parlato in diversi articoli, le Fake news sono oggi un male assoluto. La strategia migliore è proprio quella di controllare con veemenza qualsiasi post dai contenuti discutibili, magari automaticamente, per poi controllare con personale in carne ed ossa se è il caso di censurare. E non deve sorprendere che Facebook e Twitter siano arrivate a censurare addirittura il presidente Trump. Ne abbiamo parlato qui, ma la cosa continua anche nei giorni recenti, dopo che il Tycoon ha dichiarato che il Covid-19, flagello del paese, sarebbe meno letale dell’influenza comune (fonte).

Proprio su i temi della pandemia da Coronavirus lo scontro fra il presidente e i social network si è acuito tantissimo. In realtà Twitter è sempre stata molto più attenta al tema, mentre Facebook è arrivata (dopo varie critiche) a scontrarsi con il presidente solo nell’agosto del 2020, dopo molto uscite discutibili. Non importa ad ogni modo quando e come sia avvenuto. Il dato rilevante è proprio la presa di posizione dei colossi del web, che ormai non tollerano più atteggiamenti del genere, da chiunque essi vengano.

 

Social Network contro la Fake news: c’è un problema

Siamo tutti molto felici del fatto che le piattaforme social abbiano finalmente preso a cuore il problema. Tuttavia permangono alcune zone d’ombra, decisioni difficili, situazioni al limite. Recentemente Zuckerberg ha dichiarato di voler censurare tutte le notizie che negano l’Olocausto.

Fino a qui tutti felici, si celebra la decisione come si deve. Ma su molti temi, soprattutto in un paese come il nostro, la decisione di cosa “violi gli standard della comunità” o meno, diventa decisamente più delicata. Questo perché persistono visioni politiche fortemente contrapposte che non possono non influenzare decisioni del genere. Ci sono temi che per l’utente X sono assolutamente da censurare. Ma l’utente Y può invece lamentarsi di censura ingiusta, castrazione delle idee, ecc… Insomma permangono situazioni in cui può essere molto difficile per le aziende del web prendere una parte piuttosto che l’altra.
Fino a pochi anni fa una società come Facebook ha mantenuto maglie molto larghe sugli argomenti delicati, tanto che diverse segnalazioni finivano a vuoto. Le critiche non sono mancate, e qualcosa è cambiato. Infatti Facebook ha preso, anche recentemente, decisioni coraggiose, o se preferite molto forti, come la chiusura improvvisa di pagine legate ad ambienti di estrema destra. Confermando e ribadendo l’intenzione dietro alla decisione.

 

Lo scenario futuro, cosa accadrà?

Al momento lo scenario sembra piuttosto lineare. La presa di posizione delle maggiori piattaforme social difficilmente subirà un’inversione di tendenza. L’incognita riguarda soprattutto gli Stati Uniti però, un paese fortemente ancorato al concetto di “libertà personale” che si esprime anche nell’opinione. Qualsiasi essa sia? Forse.
Anche l’Italia ha un impianto fortemente democratico, ma per la sua Costituzione rifiuta determinate inclinazioni per definizione anti-democratiche. Quindi il ghiaccio è sempre sottile e i colpi di scena potrebbero essere dietro l’angolo. Perché ricordiamolo, il web è ora parte integrante della nostra vita. Influenza la società, la politica, l’opinione pubblica. Non è quindi un aspetto marginale a cui non prestare attenzione.

 

Nel caso fosse necessario eliminare contenuti sui Social che si reputano inadeguati, potete contattare Tutela Digitale a

info@tuteladigitale.it

 

 

 

Simonluca Renda

Simonluca Renda

Simonluca Renda è Communication Specialist e collabora da diversi anni con Tutela Digitale curandone la comunicazione on ed off line. Scrive sul Journal di Tutela Digitale dal 2018.

Simonluca Renda

Simonluca Renda è Communication Specialist e collabora da diversi anni con Tutela Digitale curandone la comunicazione on ed off line. Scrive sul Journal di Tutela Digitale dal 2018.
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