Partiamo da un esempio, hai bisogno di aprire un conto corrente per la tua attività. Contatti la banca, presenti la richiesta e consegni i documenti. Poi arriva una risposta che non ti aspettavi: non è possibile procedere con l’apertura.
Il conto ti serve per lavorare, ricevere pagamenti, gestire un nuovo progetto. Ma adesso hai anche un’altra necessità, capire perché la tua richiesta non sia stata accolta.
Devi sapere che tra gli aspetti da approfondire c’è la tua eventuale presenza nei database reputazionali, che possono contenere informazioni in grado di incidere sulla valutazione del tuo nome o della tua società.
Che cosa risulta sul tuo nome nei database reputazionali?
Di fronte a un rifiuto, la domanda più immediata è: «Che cosa c’è che non va?».
Non puoi stabilire la causa soltanto dalla risposta negativa della banca. Puoi però iniziare a verificare un aspetto preciso: esiste un profilo reputazionale associato al tuo nominativo? E, se esiste, che cosa contiene?
Oltre alle informazioni che trovi normalmente online, esistono banche dati e sistemi di Risk Intelligence utilizzati da banche, istituti finanziari, assicurazioni e aziende per raccogliere e analizzare informazioni su persone e imprese.
World-Check, LexisNexis, SGR Compliance e Dow Jones sono tra i sistemi citati in questo ambito, questi possono organizzare informazioni provenienti da articoli di stampa, registri, provvedimenti, comunicazioni ufficiali e altre fonti pubbliche all’interno di profili o report.
Per chi vuole approfondirne il funzionamento, ne abbiamo parlato nella guida sulle banche dati reputazionali.
Qui, però, il punto è un altro: potresti essere presente in uno di questi sistemi senza sapere quali informazioni siano associate al tuo nome.
E quelle informazioni potrebbero essere obsolete, inesatte, incomplete o non correttamente contestualizzate.
Il punto non è soltanto se una notizia è corretta o quando è stata pubblicata, ma anche capire se le informazioni oggi associate al tuo nome o a quello della tua azienda, raccontino gli sviluppi successivi e rappresentino adeguatamente la situazione attuale.
Scoprire di essere presenti in un database reputazionale è soltanto il primo passo.
Bisogna comprendere:
- Quali informazioni sono riportate nel profilo.
- Quali fonti vengono richiamate.
- Come viene classificato il soggetto.
- Quali collegamenti sono associati al nominativo.
- Quali elementi risultano inesatti, incompleti o da aggiornare.
Questo sposta l’attenzione da una preoccupazione generica «qualcuno mi considera a rischio» a una domanda precisa: «quali informazioni contribuiscono alla rappresentazione del mio profilo?».
Chi dovrebbe prestare attenzione ai Database reputazionali?
Una verifica preventiva merita di essere considerata soprattutto quando il proprio ruolo comporta rapporti finanziari, operazioni societarie o controlli frequenti sulle controparti. Gli strumenti di screening sono utilizzati sia nella conoscenza del cliente sia nella gestione del rischio relativo a terzi.
Può quindi essere utile approfondire la propria posizione se:
- Sei un imprenditore e stai aprendo nuovi rapporti bancari o commerciali.
- Sei un amministratore coinvolto in operazioni societarie.
- Ricopri o hai ricoperto incarichi pubblici rilevanti.
- Operi con clienti e partner internazionali.
- Hai avuto una vicenda giudiziaria della quale vuoi verificare la corretta rappresentazione.
- Sai che online esistono informazioni professionali non aggiornate.
- Hai ricevuto domande specifiche su collegamenti o fatti che ritieni inesatti.
Dai database reputazionali all’intervento
Una volta individuato il problema, il passo successivo è valutare come affrontarlo.
L’intervento può riguardare la correzione dei dati, l’integrazione delle informazioni descrittive, l’aggiornamento della classificazione o le fonti associate al nominativo. Quando ne ricorrono i presupposti, il percorso può comprendere anche la richiesta di modifica, alleggerimento o chiusura del report.
Non ogni posizione richiede lo stesso intervento e non ogni intervento porta alla cancellazione.
LinkCheck: conoscere prima di agire
Da questa esigenza nasce LinkCheck, un servizio di Tutela Digitale.
Il servizio è nato per verificare e monitorare le posizioni presenti nei database reputazionali e nei sistemi di Risk Intelligence, affiancando la tecnologia al supporto del team legale.
Il percorso partirà dalla conoscenza della posizione, verificare la presenza del nominativo, consultare le informazioni disponibili e comprendere classificazione, contenuti e fonti associate.
Se emergeranno elementi sui quali intervenire, sarà possibile attivare l’analisi del team legale e il percorso necessario per richiedere le modifiche appropriate, quando ne ricorreranno i presupposti.
Potrai confrontare la situazione iniziale con quella aggiornata e ricevere notifiche quando verranno registrate modifiche rilevanti.
Per l’imprenditore del nostro esempio, questo significherebbe passare dal dubbio a una ricostruzione concreta, conoscere il report, individuare l’informazione mancante, valutare l’intervento e verificarne l’esito.
Se la banca ti ha detto di no, non attribuire automaticamente il rifiuto a un database. Ma non lasciare senza risposta la domanda su che cosa risulti sul tuo conto.
Scopri LinkCheck e richiedi maggiori informazioni sul servizio in arrivo.
Tutela Digitale è stata riconosciuta da AGCOM come Segnalatore Attendibile ai sensi dell’articolo 22 del Digital Services Act per il suo attivo impegno nel contrasto ai contenuti illegali online.
Domande frequenti
I database reputazionali possono ostacolare l’apertura di un conto?
Una posizione nei database reputazionali può incidere sulla valutazione del nominativo e rappresentare un ostacolo all’apertura di un conto, soprattutto quando contiene informazioni inesatte, obsolete o incomplete. Il rifiuto della banca, però, non basta da solo a dimostrare che questa sia la causa: nell’articolo presentiamo quindi la verifica della posizione come un approfondimento, non come una diagnosi.
Posso essere presente senza saperlo?
Sì: secondo il materiale del servizio, potresti non conoscere l’esistenza di una posizione associata al tuo nominativo, costruita attraverso informazioni provenienti da articoli, registri, provvedimenti e altre fonti pubbliche. Per comprendere la situazione occorre verificare l’eventuale presenza e analizzare le informazioni disponibili.
Si può aggiornare un report incompleto?
L’intervento può comprendere correzioni, integrazioni e aggiornamenti delle informazioni descrittive, dei dati personali e professionali o della classificazione del soggetto. Nel caso esemplificativo dell’articolo, l’analisi riguarderebbe il mancato aggiornamento sull’esito della vicenda.
È sempre possibile cancellare il report?
No: la chiusura del report è uno degli esiti che possono essere richiesti quando ne ricorrono i presupposti, non un risultato automatico. A seconda della situazione, il percorso può invece riguardare l’aggiornamento, la modifica o l’alleggerimento della posizione.
Come si verifica l’esito dell’intervento sui database reputazionali?
Il percorso descritto per LinkCheck prevede il confronto tra la situazione iniziale e quella aggiornata, per controllare quali informazioni siano state modificate e se sia stata ottenuta la chiusura del report. Il servizio prevede inoltre notifiche quando vengono registrate modifiche rilevanti alla posizione.
