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Rimozione notizie online: la guida completa

La rimozione di notizie online è sempre possibile? Come e quando si può fare?
Eliminare articoli di giornale e altre notizie su internet è fattibile grazie all’applicazione del Diritto all’Oblio. In parole povere, esiste in Europa il diritto di veder rimossa una news ritenuta obsoleta, non aggiornata o non più di interesse pubblico. Questo perché il diritto del soggetto nominato ad essere dimenticato dalla rete, supera in importanza il diritto delle altre persone a conoscere una vicenda passata. E che ha perso ormai di importanza.

 

Diritto all’oblio, quando si può applicare

Diritto all'Oblio eliminazione linkNon sempre è possibile trattare una notizia con il diritto all’oblio. Infatti non esiste una casistica precisa a cui appellarsi, ma solo dei parametri di riferimento. Proprio in virtù della lunghissima memoria della rete (tecnicamente infinita) viene ritenuta eliminabile una notizia molto vecchia. Vecchia e non più rilevante perché il fatto riportato, anche se vero, non costituisce più interesse pubblico. A quel punto viene tutelato maggiormente il diritto del soggetto a non essere associato per tutta la vita a quel fatto.
Lo scopo infatti non è nascondere cattive azioni, ma evitare uno stigma sociale che duri tutta la vita. Ad esempio chi è stato vittima di gogna mediatica, potrebbe aver scontato la sua pena, se colpevole. Quindi è giusto che possa rifarsi una vita lasciando il passato alle spalle. Ma i casi possono essere anche diversi. Spessissimo si crea molto clamore intorno a notizie che poi vedono i protagonisti come innocenti, o del tutto estranei. Pochi giornali online tornano sulle notizie per rettificare. Spesso la cosa si sgonfia da sola. Ma al nome di una certa persona, ricercando online, rimane legato ad articoli che persistono e continueranno a persistere per sempre.

 

Perché la rimozione è necessaria

Viviamo nell’epoca digitale, con Google che fa da padrone del Web. Il motore di ricerca più famoso del mondo è usato con una frequenza che ha dell’incredibile. Ed è oggi convenzione comune ricercare informazioni online su chi si ha davanti. Lo fanno le banche per concedere prestiti (con i problemi generati dai vari World-Check e database simili), lo fanno i datori di lavoro, lo fanno le persone comuni.
Quindi diventa ancora più essenziale non avere vecchie notizie negative legate al proprio nome o a quello della propria azienda. Il diritto all’oblio tiene conto del diritto di cronaca. Se è applicabile, è perché la notizia può essere cancellata senza creare alcun danno, ma anzi, giovando a qualcuno.

 

Eliminazione o de-indicizzazione?

Non sempre la rimozione di notizie online è possibile. Alcune testate giornalistiche ad esempio, non cancellano link dai loro database. In questo caso, quando il Diritto all’oblio è applicabile, si ricorre alla de-indicizzazione. Questo neologismo è utilizzato per indicare una procedura ben specifica. Il link corrispondente ad una notizia (url) non viene eliminato, ma tolto dall’indice di Google (serp). In questo modo nessuno potrà trovare quella notizia facendo una ricerca online. L’unico modo per rintracciarla sarebbe aver conservato l’url ed averlo inserito direttamente nel proprio browser. Un’operazione che nessuno fa. Quindi la notizia online esiste, ma è praticamente impossibile da raggiungere.
Eliminazione e de-indicizzazione hanno quindi nella pratica lo stesso grado di successo.

 

Come ottenere la rimozione di notizie online

La rimozione di un articolo, una foto o un video da Google può essere fatta da qualsiasi utente. La richiesta infatti si fa direttamente a Google stesso.
Tuttavia di fronte a questa apparente semplicità si nasconde un mondo di complicazioni. La prima delle quali è la lentezza. Google risponde agli utenti di tutto il mondo e, ripetiamo, è il motore di ricerca più utilizzato in assoluto. Questo significa che di fronte ad una richiesta possono trascorrere mesi prima di avere una risposta. Risposta che potrebbe essere negativa. Infatti, anche se Google ha accolto le richieste delle istituzioni europee e messo a disposizione un modulo per richieste di Diritto all’Oblio, spessissimo le rifiuta. Parliamo di una media dei rifiuti intorno all’80%.

Tutela Digitale è nata proprio per questo. Operando non come singolo utente ma con un team di avvocati ed informatici, evita la richiesta a Google ma agisce usando altre tecniche. Grazie ad una pluriennale collaborazione con le maggiori testate giornalistiche europee, è in grado di ottenere una percentuale di successo altissima. Inoltre garantisce le operazioni in un lasso di tempo molto breve. A parte casi complessi che richiedono lunghe contrattazioni, la media dell’operazione è di 7 giorni.

 

Linkiller; l’evoluzione nel Diritto all’Oblio

Nel 2018 è nata Linkiller, l’App appositamente creata per il Diritto all’oblio.
Linkiller è la perfetta commistione fra apporto umano, dato dal nostro team interno, e digitalizzazione. L’App infatti permette a qualsiasi utente di segnalare un articolo sgradito. Non solo articoli! La rimozione di notizie online infatti non prevede solo news, ma anche foto, video, post, commenti. Quando l’utente invia il link, linkiller lo elabora con uno speciale algoritmo che risponde indicando la percentuale di successo nella rimozione. Il team di Tutela Digitale si mette invece in azione per concordare con l’utente se procedere o no. Un metodo rapido e veloce. Inoltre Linkiller permette, nei casi più complicati, di monitorare la propria reputazione online. Tenere bene in vista quanti link sono stati eliminati, quanti risolti, quanti in lavorazione.

L’app è scaricabile dagli store digitali App Store e Google Play.

 

In conclusione

Per casi di rimozione potete contattarci direttamente scrivendo a info@tuteladigitale.it, oppure dal From di Contatto di questo sito. Oppure scaricando Linkiller.
Ti contatteremo e capiremo con te la miglior strategia per le tue esigenze.

 

 

 

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