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Quella reputazione rovinata da World-Check

Tutela Digitale | Reputazione | World check

Vi raccontiamo la storia di un imprenditore la cui reputazione è stata rovinata da World-Check, il più grande database che scheda, come una sorta di Grande Fratello, milioni di persone. Il problema? Le informazioni non sempre vengono aggiornate…
Giovanni R., un giorno del 2014, si era alzato pronto ad organizzare le sue attività. Quel giorno ci sarebbe stato parecchio da fare. In attesa dell’imminente chiusura dell’anno fiscale la stamperia che gestiva da anni e che aveva ereditato dal padre era immersa in attività impegnative. Non solo manutenzione ordinaria e i clienti da seguire: c’erano le macchine nuove da ordinare, la formazione sulla sicurezza per i dipendenti, e la notte bianca del quartiere. Il momento dell’anno più stressante era sempre quello. Tuttavia l’attività economica procedeva bene e la piccola azienda godeva di una buona visibilità: la reputazione del brand era cresciuta positivamente negli ultimi anni. Giovanni non sapeva però che quella mattina del 2014 qualcosa sarebbe cambiato.

 

La chiusura inaspettata del conto in banca


Avvicinandosi alla banca cui l‘attività si appoggiava da anni, Giovanni ripassava mentalmente la ripartizione dei fondi. Parte di quello che avrebbe ritirato in contanti quella mattina andava speso per la festa, un’altra parte per acquistare i nuovi materiali produttivi. C’erano poi da cambiare alcuni macchinari. Giunto allo sportello della banca, ultimo di una lunga fila, lo shock. Digitando velocemente su una tastiera invero piuttosto vecchiotta, l’addetto della filiale cominciò a sudare freddo. In maniera un po’ impacciata comunicò a Giovanni che il conto era stato improvvisamente chiuso per ordini dall’alto.
Sconvolto, Giovanni cercò di capire perché con l’addetto di fronte; tuttavia nessuna delle sue proteste fu ascoltata. Nonostante fossero anni che l’azienda teneva i suoi conti presso quella banca, la decisione era stata presa repentinamente e senza spiegazioni apparenti. Giovanni cominciò a pensare alla sua reputazione. Cosa sarebbe accaduto ora?

 

Quando il passato diventa indelebile


Cercando una soluzione, l’imprenditore cominciò a visitare affannato vari istituti di credito. Nei tragitti fra una banca e l’altra, mentre tutti i funzionari incravattati negavano la possibilità di aprire un conto presso le loro filiali, Giovanni pensava. Pensava al perché tutto quello stesse succedendo. La reputazione di qualcuno può essere distrutta in molti modi. A volte azioni non proprio lodevoli risaltano nella cronaca, altre volte un caso diventa mediatico e tutti non faranno che ricordarsi di quella macchia nera. Tuttavia ci sono casi in cui non si fa nulla, ma proprio nulla e ci si ritrova comunque alla berlina. Non che l’azienda fosse stata priva di problemi in passato. Fino al 2005 Giovanni aveva faticato a tenere i conti in regola ed era stato costretto a chiudere una filiale perché la gestione disastrosa di un caporeparto lo aveva quasi mandato in bancarotta. Sistemata la vicenda e salvati i lavoratori della filiale, Giovanni aveva lavorato sodo per ristabilire la credibilità del suo brand. Ma erano passati 10 anni. Che cos’era successo allora?
Fu solo grazie ad un’inchiesta giornalistica, alcuni mesi dopo, che Giovanni scoprì che dietro a quella storia c’era World-Check.


Il Grande Fratello è reale e si chiama World-Check


World-Check è un enorme database di proprietà del colosso americano Thomson Reuters. Utilizzato da 49 delle più grandi banche del mondo, questo gigantesco archivio fornisce informazioni su oltre due milioni di persone, aziende, sindacati, enti. Le banche spesso lo usano per valutare i loro clienti e capire se possono essere a rischio. Uno dei maggiori problema di World-Check è che le istituzioni che lo usano non dichiarano agli utenti di farlo. E chi viene schedato di norma non sa di esserlo e lo scopre solo quando le conseguenze si sono già fatte sentire.  Com’è capitato a Giovanni. Infatti le informazioni fornite dal database non sempre sono aggiornate e quindi non sempre sono affidabili. Giovanni scoprì quindi grazie alla televisione cosa aveva comportato la chiusura del conto corrente della stamperia. Cominciò anche a riflettere su come tale strumento potesse comportare problemi per qualsiasi cittadino. Informazioni datate di oltre 10 anni, come i problemi di gestione avuti in passato, avevano creato guai nell’imminente. Guai grossi. La stamperia era uscita dal momento di crisi, perché doveva comunque pagarne le conseguenze così tanto tempo dopo?

 

Non solo la storia di Giovanni


Quanto vi abbiamo raccontato si ispira ad una storia vera. World-Check è una raccolta per certi versi utile, ma tuttavia non sempre conforme alle norme sulla Privacy e utilizzo dei dati personali da cui siamo tutelati all’interno della Comunità Europea. Infatti anche cittadini italiani potrebbero vedersi rifiutare l’apertura di un conto corrente sulla sola base di un link di Google contenente una notizia datata sul loro passato, oggetto di un report World-Check. Una volta inserite nel Database infatti, le informazioni potrebbero rimanere nel portale senza subire variazioni da aggiornamenti successivi, quali ad esempio notizie di assoluzione o archiviazione in caso di procedimenti giudiziari. Tutto ciò è possibile perché la società ha sede all’estero con server collocati in zone franche, che le consentono pertanto di andare ben oltre i ristretti confini della tutela della Privacy, come noi la conosciamo.

Se volete verificare se il vostro nominativo è iscritto nel database o se vi hanno rifiutato l’apertura di un conto corrente presso un Istituto di Credito senza fornire spiegazioni, potete rivolgervi a Tutela Digitale che oltre a darvi conferma in merito alla presenza di un report World-Check a vostro carico, si occupa di verificare le fonti e negoziare la modificazione del report nel database.

 

 

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