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Privacy e passaporto vaccinale, a che punto siamo?

Passaporto Vaccinale

Con i piani vaccinali nazionali che corrono più o meno velocemente per tutta Europa, è nata l’idea di un passaporto vaccinale. Tuttavia rimangono perplessità su alcune questioni di privacy. Proviamo a fare il punto.

 

Passaporto Vaccinale; l’idea dell’UE

Proclamato in pompa magna il 18 Marzo scorso, il Digital Green Certificate, ovvero il passaporto vaccinale, è un’intuizione della Commissione europea. Il documento, anche digitale, nasce per “facilitare la libera circolazione sicura all’interno dell’Ue in tempi di pandemia di Covid-19“.

Non sarà esclusiva dei vaccinati, ma conterrà informazioni essenziali per garantire una circolazione più sicura. Ad esempio in mancanza di vaccino, indicherà la data dell’ultimo tampone e, ovviamente, l’esito. Il Certificato potrà così dara il “semaforo verde” al suo possessore, assicurando che quella persona non dovrebbe essere un pericolo per il contagio. Tuttavia non sarà l’Europa a decidere cosa si potrà fare o meno con il Digital Green Certificate, poiché viene rimessa agli Stati quali restrizioni comporta la mancanza del documento.

Ovviamente però, emergono problemi di privacy. Enormi.

 

Senza una legge ad hoc, il Garante Privacy dice no

Passaporto Vaccinale Privacy Ginevra Cerrina Feroni, vicepresidente dell’Autorità Garante per la Privacy, aveva congelato gli entusiasmi affermando: “L’Unione Europea deve considerare le leggi dei singoli stati e le diverse velocità delle campagne vaccinali”, ribadendo fra l’altro come emergesse un problema di tutela dei dati personali.
Pochi giorni dopo il Garante ha poi ribadito come, in mancanza di una legge nazionale ad hoc, la cosa non sia fattibile.

Per il Garante si parla infatti di dati particolarmente delicati e fondamentalmente teme discriminazioni e violazioni delle fondamentali libertà costituzionali.
Conclude infatti dicendo: “il trattamento dei dati relativi allo stato vaccinale dei cittadini a fini di accesso a determinati locali o di fruizione di determinati servizi, debba essere oggetto di una norma di legge nazionale. In assenza di tale eventuale base giuridica normativa […] l’utilizzo in qualsiasi forma, da parte di soggetti pubblici e di soggetti privati fornitori di servizi destinati al pubblico, di app e pass destinati a distinguere i cittadini vaccinati dai cittadini non vaccinati è da considerarsi illegittimo”. (Fonte).

 

Ci sarà una legge ad hoc per il passaporto vaccinale?

In Italia, è probabile. Anche se l’attuale Governo non si è ancora espresso con chiarezza sulla decisione da prendere. vero è che il Dpcm del 31 Marzo scorso ha irrigidito alcune posizioni dell’esecutivo. Ad esempio sull’obbligo vaccinale per il personale sanitario.  Il Governo punta sui vaccini e li tiene in enorme considerazione anche in vista dei positivissimi dati che giungono dal Regno Unito e da Israele.
Con una legge che regolamenti un’efficace e non discriminatoria gestione del Digital Green Certificate, il passaporto vaccinale potrebbe essere una realtà già entro l’estate 2021.
Intanto, sempre in vista dell’estate, vi rimandiamo al nostro articolo “Quattro consigli per proteggere la tua Privacy in vacanza“.

 

Simonluca Renda

Simonluca Renda

Simonluca Renda è Communication Specialist e collabora da diversi anni con Tutela Digitale curandone la comunicazione on ed off line. Scrive sul Journal di Tutela Digitale dal 2018.

Simonluca Renda

Simonluca Renda è Communication Specialist e collabora da diversi anni con Tutela Digitale curandone la comunicazione on ed off line. Scrive sul Journal di Tutela Digitale dal 2018.
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