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I 10 fatti più rilevanti del 2019 per la sicurezza dei dati e Diritto all’Oblio

Tutela Digitale 2019

Il 31 dicembre è alle porte e mentre attendiamo a braccia aperte il 2020, ci siamo chiesti quali fossero i 10 fatti più rilevanti del 2019 per quanto riguarda la sicurezza dei dati e il Diritto all’Oblio.

Scopriteli con noi in questa classifica di Tutela Digitale!

1. Guai, guai e ancora guai per Facebook

Che non sia stato un anno facile per la compagnia di Zuckerberg è fuori discussione. La coda dello scandalo Cambridge Analytica si è estesa fino a tutto il 2019, anno in cui il CEO della compagnia ha dovuto affrontare varie Corti americane. Ma mentre i processi proseguivano, insorgevano nuove complicazioni. Nuove accuse di dati personali svenduti o trafugati da App di terze parti. Ma anche problemi con lo svolgimento democratico delle elezioni (pensiamo alle europee dello scorso Maggio).

2. Il Garante per la Privacy in prima linea

Quest’anno il Garante per la Privacy Antonello Soro, ha più volte fatto sentire la sua voce. Attraverso diverse dichiarazioni, è stata netta la volontà espressa dal nostro Paese di tutelare i dati personali come diritto fondamentale. Non a caso le misure si sono intensificate e le attenzioni, a temi quasi sconosciuti fino a 15 anni fa, sono oggi tantissime. Il Garante recentemente ha anche  multato Facebook per 1 milione di Euro, proprio per il caso di Cambridge Analytica. La direzione sembra quella giusta.

3. Nuova norma sul Diritto d’autore

Il 2019 verrà anche ricordato per la nuova normativa sul Diritto d’autore. Benché non tutti i paesi membri si siano al momento adeguati (anzi, in pochi sono già in regola), il provvedimento è passato proprio quest’anno. E già sono uscite le prime problematiche, con Google che sembra all’opera per trovare vie di fuga per non pagare gli editori. Ciò che sappiamo al momento, con l’Italia ancora non pronta ad affrontare le nuove norme, è che ci troviamo di fronte ad un cambiamento epocale, che andrà a modificare anche dal lato utente la fruizione di articoli  e contenuti on-line.

4. Le recensioni non hanno diritto all’oblio

Del 2019 anche la notizia, dopo due decisioni del Tribunale di Roma, che il Diritto all’Oblio non può essere ascritto alle recensioni on-line. La news ha fatto tremare più di una sedia, soprattutto ai giorni nostri, dove il 95% degli utenti si documenta via web prima di acquistare un prodotto (fonte Spiegel Research Center).

Ci siamo occupati dell’argomento proprio perché le possibilità di intervenire sono generalmente molto basse.

5. Il grande furto di dati Collection#1

Passato un po’ in sordina, quest’anno si è verificato anche il più grande furto di dati dell’era digitale. Collection#1, questo il nome del data breach, ha messo a rischio circa 773 milioni di e-mail, in oltre 87 Gigabyte di dati trafugati. Il consiglio? Cambiate password.

6. Approvata la norma sul Revenge Porn

In Italia, il 2 Aprile, viene approvata la normativa contro il Revenge Porn.
Una grande conquista che rischiava di sfumare clamorosamente, dopo una prima bocciatura. Il testo, approvato all’unanimità, mette finalmente i riflettori su una delle piaghe dell’era digitale.

7. Apple smette di ascoltare le conversazioni

Le big del digitale fanno finalmente ammenda e prendono una decisione piena di conseguenze. Apple annuncia ufficialmente che non ascolterà più le conversazioni fra gli utenti e Siri, il suo assistente virtuale. Benché le aziende si siano sempre difese sostenendo che il tutto era fatto “per migliorare il servizio“, è evidente che la privacy ha maggior importanza del machine learning di qualsiasi assistente virtuale.

8. Facebook annuncia la sua criptovaluta

Quest’anno Facebook ha annunciato il lancio della sua valuta. Il nome scelto è Libra. Moltissime le preoccupazioni da più fronti. Fra le più comuni, la domanda sul perché una società privata dovrebbe proporre una valuta tutta sua. Il progetto di Zuckerberg sembra però essersi arenato, e dopo il temendo flop dei bitcoin, non sappiamo quando e se vedrà la luce.

9. Emerge il fenomeno Deep fake

Il grande pubblico è venuto a conoscenza del fenomeno Deep fake. Si tratta di video modificati digitalmente e praticamente autentici al 100% per l’occhio umano. Video che possono far dire e fare cose, a persone che quelle cose non le hanno mai dette né fatte. Un’arma pericolosissima, che ovviamente ha trovato terreno fertile nel porno, a discapito di note attrici che si sono ritrovate a loro insaputa all’interno di film hard.

10. Il web ha compiuto 30 anni

Infine, nel 2019 il World Wide Web (il protocollo con il quale navighiamo fra le pagine on-line) ha compiuto 30 anni.

Inimmaginabile ai suoi albori, il modo in cui avrebbe cambiato le nostre vite, la nostra società, il nostro modo di approcciarci al mondo. Che sia stato un bene o un male, spetta ad ognuno di noi valutarlo.

Simonluca Renda

Simonluca Renda

Simonluca Renda è Communication Specialist e collabora da diversi anni con Tutela Digitale curandone la comunicazione on ed off line. Scrive sul Journal di Tutela Digitale dal 2018.

Simonluca Renda

Simonluca Renda è Communication Specialist e collabora da diversi anni con Tutela Digitale curandone la comunicazione on ed off line. Scrive sul Journal di Tutela Digitale dal 2018.
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