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Eredità digitale- Problemi nuovi per un mondo nuovo

Eredità digitale

Nell’era digitale è bene preoccuparsi anche di eredità digitale. Oggi infatti non si ha più a che fare solo con documenti cartacei, ma anche con investimenti online, blog, rapporti duraturi intessuti sui social network.

L’identità digitale, fatta di dati, fotografie e contatti, è qualcosa di ereditabile dopo la morte del titolare?
Gli eredi possono ricostruire la memoria del caro estinto e amministrarne i beni?

 

I primi problemi di eredità digitale

Il problema del diritto all’accesso alla posta elettronica di un defunto ebbe una prima eco mondiale nel 2005.

Il caso è quello di Justin Ellsworth, marine scomparso ventenne in Iraq. I genitori del soldato chiesero al provider Yahoo di avere accesso alla casella mail del defunto. La corte diede loro ragione. Tuttavia, secondo le condizioni generali d’uso di Yahoo che l’utente aveva accettato in vita, in caso di morte del titolare la casella deve essere eliminata insieme al suo contenuto. Cosa fare dunque?
Un altro caso è invece tutto italiano. Leonardo Fabretti ha intrapreso dal 2016 una battaglia legale contro Apple, rea di avergli negato il diritto di accedere all’iPhone del figlio scomparso. Una dichiarazione di Fabretti riporta:

 

“Quando guardo quel telefonino spento penso a una porta chiusa, Apple mi sta negando una parte dei ricordi di mio figlio, le ultime foto che ha scattato, le ultime conversazioni con gli amici. E tutto perché non conosco i quattro numeri del codice di accesso”.

Da questi semplici casi si comprende bene quanto ci sia bisogno di una tutela per eventi di questo genere. Ma c’è di più.

 

Lo strano caso di Linsday Durdle

Sicuramente il caso più assurdo, in grado di sottolineare quanto questo tema meriti una regolamentazione appropriata, è quello di Linsday Durdle e PayPal. Alla morte della signora Durdle, PayPal le inviò una lettera, con scritto:

 

“Sei in violazione della condizione 15.4 (c) del tuo accordo con PayPal Credit in quanto abbiamo ricevuto notifica della tua morte. […] Abbiamo il diritto di chiudere il tuo account, rescindere il tuo contratto e chiedere il rimborso dell’importo totale”

Una situazione grottesca quanto paradossale.

 

Criticità

Fra i problemi più rilevanti, quando si parla di eredità digitale, c’è il fatto che il quadro giuridico, a tutt’oggi, risulta incerto. In Italia ad esempio non esiste una legislazione specifica per questi casi. Non è nemmeno in programma, a quanto pare. Anche negli USA solo 5 stati hanno regolamentato la materia. C’è da dire inoltre, che come per Yahoo, molti servizi online prevedono che in caso di morte tutti i dati vengano distrutti. Esiste poi un altro problema, di natura più pratica. Il diritto di accedere ad una risorsa online, non corrisponde ad un diritto su i contenuti cui si ha accesso. Ad esempio all’interno dei file privati di una persona possono risiedere documenti che appartengono a terzi. E sui quali chi “eredita” l’accesso non ha alcun diritto di possesso/visione.
Insomma sono ancora tanti i passi da fare prima di ottenere un quadro giuridico completo e funzionale.

 

 

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