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Come ci difendiamo sul Web (a 30 anni dalla sua nascita)

Il 12 Marzo il mondo dell’informatica ha festeggiato il trentesimo compleanno del World Wide Web. La struttura, o forse meglio dire il contenitore, dove la maggior parte delle pagine internet viaggia, è diventato adulto. Ma dopo tutto questo tempo, gli utenti hanno imparato a trattare con lui? A che punto siamo con la sicurezza on-line in Italia?

Un po’ di dati sul World Wide Web

Come sempre ci piace iniziare dai numeri. La classifica annuale sull’utilizzo della rete stilata da WeAreSocial ci aiuta infatti a comprendere meglio a che punto siamo.
In Italia, con una popolazione di 59 milioni di persone, ben 54 milioni di utenti utilizza il Web. Considerando che il tempo giornaliero medio speso in internet è di circa 6 ore, capiamo di trovarci davanti ad un fenomeno importante. Fra social, streaming e navigazione, buona parte degli italiani dedica un tempo considerevole on-line. E fra questi, la maggior parte lo fa da mobile. Vera e propria estensione della nostra vita, il telefonino sembra riscuotere un fascino invincibile sugli altri strumenti, probabilmente per la sua immediatezza. Ma c’è un ma. Esiste un’altra classifica dove il paese si posiziona davvero male.

I dati sulla presenza in Italia di utenti nel World Wide Web

Italiani e sicurezza sul Web

Un recentissimo studio pubblicato da Il Sole 24 ore, mette in chiaro una situazione piuttosto drammatica. Una percentuale bassissima di italiani blocca l’accesso ai dati personali da parte delle applicazioni su telefono. Parliamo del 37%, contro una media europea che si attesta su numeri ben più alti. Siamo terzultimi in Europa (seguono Bulgaria e Repubblica Ceca).
Il dato allarmante riguarda il fatto che la popolazione più anziana è proprio quella completamente inerme di fronte alla tutela della propria sicurezza on-line. Lo studio mostra infatti come i giovani tendano a fare attenzione a queste cose (47%), mentre appena il 18% degli utenti fra i 65 e i 74 anni si preoccupa di questo.

Finanza, acquisti e privacy on-line. Un campo minato.

I problemi, di fronte ad app di terze parti che possono accedere ai dati personali, sono molteplici. Il furto di dati è purtroppo un sistema presente e pericoloso, e se pensiamo che (sempre i numeri) parlano di molteplici acquisti on-line, conti correnti bancari mobile e transizioni per pagamenti vari sul web, capiamo come la situazione possa essere pericolosa. Non solo. Ci siamo occupati più volte della tutela della propria privacy, dei pericoli che possono trovarsi sul Web nel momento in cui pubblichiamo o lasciamo libero accesso a dati personali. Una foto di troppo, un indirizzo comunicato e pubblicato con leggerezza, possono costituire un problema.

Cosa abbiamo imparato dopo 30 anni?

Il World Wide Web è ormai casa nostra. Imparare a difenderci è quindi essenziale e non può essere rimandato. Il nostro consiglio è quello di prestare sempre massima attenzione a quello che le applicazione possono fare. Non date mai consensi in maniera leggera, leggete con attenzione cosa le app cercano di fare con i vostri dati.
Sui Social, non lasciate informazioni eccessive su di voi. Avere la giusta misura è il segreto per non incappare in problemi: infatti esistono tecniche di hacking che fanno leva su informazioni fornite dagli utenti anche in maniera ingenua (Vedi il nostro video sul Social Engineering).

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Facendo un po’ di attenzione potremmo vivere col compagno World Wide Web per ancora molti anni a venire!

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